OTTO COSE SULLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE

Domenica 26 maggio alle elezioni europee io voto per La Sinistra. Voto per una lista che si schiera senza ambiguità dalla parte di chi ha meno, per la redistribuzione della ricchezza, per la sanità e la scuola pubbliche e per tutti, per la riduzione dell’orario di lavoro, per una vera riconversione ecologica. Voto la lista che fa parte di un fronte europeo e di un gruppo parlamentare che insieme alle sinistre di tutta Europa si è battuto in questi anni con determinazione nel parlamento dell’UE.
Al contrario di altre volte non sono stato in prima linea in questa campagna elettorale, ma ho comunque sentito dire di tutto, non solo per strada, ma anche nei circuiti delle persone di sinistra, comprensibilmente confuse in questa brutta fase politica. Provo a dire la mia su alcune delle esternazioni più frequenti.

“IO STAVOLTA NON VADO A VOTARE”

Ho sempre votato e ho sempre ritenuto l’astensione una finta opzione. La politica non si esaurisce nella dimensione elettorale (dal mutualismo alle lotte di piazza, alle scelte di comportamento individuale, tutto è politica…), ma quando arriva il momento delle elezioni chiamarsi fuori è banalmente inefficace se non dannoso. In questo caso poi lo è molto di più: meno antifascisti votano, più sale la percentuale di Salvini, più LVI sarà forte il giorno dopo. Il non voto è un voto per la Lega.

“VOTO 5 STELLE PER DANNEGGIARE SALVINI”

I due partiti che sostengono l’esecutivo hanno inglobato al loro interno anche la dialettica governo-opposizione, litigano ogni giorno, ma si tratta di una farsa. Persino Conte (quello che fa il Presidente del Consiglio) ha detto ai giornalisti “i litigi di queste settimane finiranno dopo le elezioni”.
Il vero capo di questo governo è Salvini, i grillini sono “servi della Lega” un voto ai 5 stelle non indebolirà il leghista, ma rafforzerà il governo e le sue politiche salviniane. L’argine a Salvini non possono essere i suoi alleati.

“SCELGO IL VOTO UTILE PER FERMARE LA DESTRA”

Se la pensi in questo modo non devi votare PD, ma “la sinistra”! Fatti due conti! Se la Sinistra supera lo sbarramento i circa 3 seggi attribuiti con il 4% saranno quasi certamente dei seggi sottratti alla prima lista (la Lega) e alla penultima, quella appena sopra lo sbarramento (Fratelli D’Italia). Questo vuol dire che se aiuti la Sinistra a superare lo sbarramento hai un antifascista in più in parlamento e un fascista in meno. Non è un voto utile, è un voto utilissimo: un voto che vale doppio.

“PER LA PRIMA VOLTA VOTERÒ PD”.

Capisco che in assenza di una forte lista di sinistra e spinti dal martellamento di giornali come Repubblica, tanti si stiano rifugiando nel Partito Democratico. Ma le primarie hanno cambiato soltanto lo stile di gestione del partito: dal rumoroso e arrogante Matteo Renzi si è passati al taciturno e impalpabile Zingaretti. Ma sui contenuti? Il nuovo segretario rivendica: jobs act, abolizione dell’articolo 18, referendum costituzionale, la gestione Minniti e in generale l’operato dei loro governi che abbiamo ben conosciuto. Non una parola in discontinuità, nessuna proposta concreta e dirompente, anni luce distante dalla svolta di alcuni partiti socialisti in Europa. Secondo Gentiloni, (presidente dell’attuale PD) in Spagna il PSOE dovrebbe governare con i liberisti di Ciudadanos invece che con Podemos. Ci sono alcune candidature positive, non lo nego, ma si perdono in un mare di tweet di Calenda e di silenzi di Zingaretti. Dare fiducia a questo PD è il modo migliore per non farlo cambiare mai.

“È UN VOTO NAZIONALE, L’EUROPA NON C’ENTRA”

Mai come questa volta è un voto europeo. Se non ci sarà una sinistra forte nel parlamento europeo i socialisti continueranno a essere la stampella dei popolari e l’Europa franerà sotto il peso delle loro scellerate politiche. Il PSE, che Zingaretti ha addirittura voluto nel simbolo del PD candida a presidente della Commissione Europea l’olandese Timmermans, vicepresidente uscente della Commissione europea, co-responsabile delle politiche europee di questi anni sotto la guida del signore dei paradisi fiscali Jean Claude Junker. Chi vota PD conferma la linea Timmermans e le grandi coalizioni europee che stanno minando le basi dell’Europa e danneggiando soprattutto i cittadini europei più deboli.

“A CHE SERVE VOTARE? GLI ITALIANI SONO PECORE!”

Non è vero. Le piazze sono stracolme da mesi, migliaia di persone sono tornate a mobilitarsi contro il razzismo e l’odio alimentato da questo governo. Le grandi manifestazioni femministe, migliaia di studenti nei fridays for future, le piazza per aprire i porti e restare umani, le proteste dei riders e di tanti lavoratori a rischio. La società è sveglia e reattiva. La politica è rimasta indietro. Diamole una spinta.

“IO TIFO ASTEROIDE, NON VOTO QUESTI INCAPACI DI SINISTRA”

“Tifare asteroide” ovvero la teoria di chi dice “la sinistra in Italia fa schifo, lasciamo che muoia tutto per costruire qualcosa di nuovo” non funziona. Mi pare acclarato. Sono dieci anni che la sinistra del nostro paese si schianta, sono anni che si rimane fuori dalle istituzioni, non mi pare ne sia venuto fuori nulla di buono, non mi pare ci sia stato rinnovamento o rilancio dopo l’ennesima disfatta elettorale. Capisco benissimo disillusione e rassegnazione davanti ad una lista unitaria della sinistra nata però a ridosso delle elezioni e senza la spinta, il rinnovamento e la credibilità necessaria, ma per punire le classi dirigenti ci sono i congressi, le battaglie politiche, le assemblee pubbliche. Il voto è un’altra cosa.
Servirà rimboccarsi le maniche davvero dopo le elezioni europee, con molta determinazione e serietà, perché siamo stanchi dell’inconsistenza della parte politica che dovrebbe difendere i nostri diritti. Non resteremo a guardare.

“NON HO PIÙ SPERANZA, NON SO CHE FARE”

Capisco lo scoramento, ma non possiamo permetterci di perdere la speranza. Il pianeta è a rischio, “la nostra casa brucia”, le diseguaglianze hanno raggiunto livelli inimmaginabili, migliaia di persone muoiono in mare e soffrono nei lager libici, l’attacco ai servizi essenziali e alla convivenza delle nostre comunità ha raggiunto livelli inaccettabili. Dobbiamo reagire. Abbiamo bisogno della politica. Ne abbiamo bisogno noi che abbiamo meno, noi precari, noi che non avremo una pensione. Noi, tanti che abbiamo poco, non possiamo permetterci il lusso di lasciare il terreno di battaglia ai pochi che hanno tanto.
Troviamo insieme il modo di reinventare e riappropriarci della politica. Torniamo a fare sul serio.

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Attivista UP ● Digital strategist

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